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Podcast: S02 "La bottega di Efesto" - Ep. 10

Stagione 02 - Episodio 10

...le cose che ignoriamo sono in cammino...

Sto scaricando il podcast. Solo un attimo!

Trascrizione

Questo episodio del podcast è rilasciato con licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International License.

March is the Month of Expectation.
The things we do not know —
The Persons of prognostication
Are coming now —
We try to show becoming firmness —
But pompous Joy
Betrays us, as his first Betrothal
Betrays a Boy.

Emily Dickinson

Attribuzioni

Musica: Kevin Hartnell- Earth and Stone Source: freemusicarchive.org Licenza: CC-BY-SA

Musica: Ulises Lima- Big Disappointment Source: freemusicarchive.org Licenza: CC-BY-NC

Trascrizione

Ho fatto una pausa di qualche settimana… anche a causa del raffreddore assassino che non mi ha lasciato in pace nemmeno un giorno, e di cui ancora porto lo strascico… immagino si senta.

Marzo è sempre mese di grandi aspettative e realizzazioni, come il mio sogno di qualche giorno fa. Io e il mio capo avevamo messo su uno stallo in un mercato polveroso in Pakistan, mi pare di ricordare che fosse a Rawalpindi, ma non chiedetemi come questo nome mi sia rimasto in testa, non ne ho idea.

Nello stallo vendevamo pile.

Senza confezione, perché eravamo mercanti seri e non si poteva dubitare che fossero buone. Il mio capo stava dietro al banco urlando e smanacciando sia per attirare i clienti che per imprecare contro i giovani che alzavano polvere e schiamazzi correndo tra i banchi del mercato. Io invece ero il commesso e mi occupavo di mettere in ordine e spolverare le pile esposte.

Sarà stato un sogno premonitore che mi suggeriva un futuro alternativo dopo che le IA ci avranno sostituito?

O forse era una allegoria per metterci davanti alla triste verità del nostro lavoro? Chi sa…?!


Marzo, dicevo… ad esempio c’è stato il mio compleanno, trascorso a letto con la sciarpa, il berretto di lana e il termometro in bocca, come nei fumetti…

ma sono 49 primavere, signore e signori!

Ancora un piccolo sforzo potrò andare fiero del distintivo del mezzo secolo, che non esiste ma forse andrebbe istituito…

Parlando di compleanni, a Marzo c’è anche quello del mio defunto Babbo e quello di un paio di vecchi amici, a cui dimentico sempre di fare gli auguri. Menomale che non sono permalosi e mi chiamano loro per farseli fare.

O forse… sarà che sono loro a chiamare per farli a me gli auguri? …non credo di voler avere la certezza di questa intuizione.

In un certo senso è rassicurante avere degli amici più affidabili di te…


Due giorni fa (o tre), invece è scattata la primavera, e ha acceso di botto le aspettative di un clima più mite, l’inizio della stagione motociclistica, il ritorno delle attività all’aria aperta. Sì, certo! Dopo aver svuotato le cantine dal fango e dall’acqua, dopo aver controllato gli argini dei fiumi, dopo aver monitorato le piante nel parchi pubblici e dopo aver riparato quel centinaio di milioni di Euro di danni che ha fatto il maltempo nella mia regione in queste settimane.

A Marzo ci sono però anche altre ricorrenze, come ad esempio la festa della Donna e quella del Papà… tra torta mimosa, pettole o frittelle di San Giuseppe, non lo vuoi riprendere quel mezzo chilo perso nei primi giorni di Quaresima?

È proprio vero che anche se uno è ateo, in Italia, non si riesce a sfuggire ai presìdi religiosi di matrice cattolica… C’è un Santo per ogni occorrenza, per ogni evento, ogni situazione.

A causa delle feste religiose si rincontrano amici e parenti, ci si mette in viaggio o si declinano le nostre abitudini alimentari: è per questo motivo che la religione cattolica è nemica giurata degli introversi…

Per me questo non rappresenta (più) un problema, e anzi è una cosa a cui guardo anche con un pizzico di nostalgia. Non ho più nonni né genitori e non vivo più al paesello della mia infanzia… ma alcune di queste usanze, di questi colori, odori e sapori legati proprio alle ricorrenze a carattere religioso mi richiamano alla memoria la spensieratezza di altri tempi.

Per fare un esempio… i berlingozzi casentinesi. Sono delle ciambelline dolci, ma non troppo, che usano in Casentino nel periodo di Pasqua. Sono fatti con un impasto all’uovo aromatizzato all’anice e cotti dapprima in acqua bollente, e poi, dopo averli fatti asciugare, passati nel forno. Un sapore inconfondibile che si sente solo a Pasqua, anche se in realtà li potresti fare in ogni momento dell’anno. Ma sono buonissimi solo le li mangi a Pasqua.

Certo ci sono diverse componenti: emotive, esperienziali, stagionali che concorrono a formare questo senso di nostalgia dei sapori o degli odori.


Questi usi e tradizioni, che provengono da un mondo antico abituato ed educato al concetto di scarsità, laddove certe prelibatezze avevano una precisa connotazione e opportunità stagionale, entrano in conflitto con le esigenze di profitto e crescita ad ogni costo, con l’arroganza e la violenza di una cultura dell’abbondanza a cui ci stiamo via via abituando…

Sono fermamente convinto che non troviamo i panettoni in vendita a Ferragosto solo perché esistono modelli di marketing e distribuzione che lo sconsigliano, non per altro.

E questo fa il gioco anche degli chef stellati, che altrimenti non potrebbero vendere i cenci fritti di Carnevale, o la colomba pasquale e il panettone natalizio a 100 Euro il Kilo; una truffa che sfugge alle autorità perché perpetrata da sedicenti maestri artisti, che smettono di vendere cibo e iniziano a parlare di esperienze.

Rispetto il lavoro degli chef e dei cuochi, quando si tratta di ideare a realizzare dei buoni piatti, che svolgano la loro funzione di saziare con la massima soddisfazione possibile, ma smetto di farlo quando il cibo esce dal loro scopo.

Senza tirare in ballo l’esperienza sensoriale non ci sarebbe (e non c’è) alcuna giustificazione razionale per questa stortura: queste pietanze non arriverebbero mai a costare così tanto nemmeno se ci versassero il sangue di una vergine come ingrediente.

Infine una nota: oggi, che registro questo podcast, è il 23 Marzo, e ho scoperto pochi minuti fa che è la giornata internazionale degli atei, ricorrenza laica non nazionale che, infine!, si aggiunge a quelle religiose. Seppur mi senta in dovere di renderlo noto, in quanto ateo, auguro al mio e al vostro fegato, ma soprattutto al nostro portafogli, che non emerga un dolce tipico anche per questa ricorrenza!

Un grazie per avermi ascoltato e alla prossima!

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